[…] Tutti i fabbricati, entro 50 anni dalla data di collaudo delle strutture, o in assenza di questo, dalla loro ultimazione, dovranno essere sottoposti ad una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo o, in assenza di questo, alla data di ultimazione del fabbricato, che dovrà essere certificata da un tecnico abilitato […]

Il certificato di staticità o dichiarazione di idoneità statica fu introdotto simultaneamente con la legge sul condono per attestare la sicurezza degli immobili sanati e certifica le condizioni e la sicurezza delle strutture portanti di un edificio. Più precisamente un tecnico abilitato, architetto o ingegnere, dovrà attestare la sicurezza e le condizioni strutturali del fabbricato, il tutto secondo le norme in vigore al momento della costruzione dell’immobile, valutando e compiendo un’indagine approfondita, inizialmente “non invasiva”, basata su ispezioni visive, esaminando gli elaborati progettuali, gli eventuali interventi di manutenzione straordinaria eseguiti nel corso degli anni, tutte le modifiche in merito a restauri e ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso, la valutazione della resistenza dei materiali strutturali e la verifica di eventuali fessurazioni o deformazioni anomale dovute a cedimenti o assestamenti strutturali.

Dovrà intervenire contestualmente un geologo per raccogliere informazioni utili riguardanti le condizioni del terreno, dopodiché se l’edificio passa positivamente il primo livello d’indagine si può rilasciare il certificato il quale avrà una validità di 15 anni; nel caso in cui siano presenti degradi e dissesti si decideranno quali interventi di rinforzo/adeguamento antisismico effettuare, con il rilascio di un certificato temporaneo con validità 2 anni, a patto che in questo lasso di tempo siano eseguiti gli interventi definiti necessari ad eliminare tutte le situazioni di rischio. Al termine dei 2 anni di prescrizione, se eseguiti correttamente gli interventi di rinforzo e tutte le lavorazioni concordate, verrà rilasciato il certificato con valenza per altri 13 anni, altrimenti si incorrerà nella perdita dell’agibilità dell’edificio o delle parti interessate.

E’ chiaro che in caso di interventi sulle strutture successivi al certificato stesso, ovvero in caso di sisma, la validità della certificazione stessa cessa. E’ da tener presente che questo certificato non è una vera e propria verifica sismica del fabbricato ma un documento che attesta la sicurezza strutturale del fabbricato nella sua condizione attuale, ma non sono considerati eventuali effetti e conseguenze dovuti a un terremoto.

La nota “positiva” è che le detrazioni ammonteranno a un 85%, si abbandonerà il consumo del suolo puntando sulla qualità, sull’innovazione e sulla rigenerazione urbana, il tutto volto a preservare il patrimonio edilizio esistente e a garantire l’agibilità e la sicurezza degli immobili.

Il costo iniziale, se non sono presenti criticità, potrà avere un valore intorno ai 2mila euro, ma sarà calcolato in base alla metratura dello stabile, in mancanza/presenza dei disegni e dei documenti delle strutture esistenti. Nel caso in cui, invece, il tecnico non potrà esprimersi positivamente alle verifiche di primo livello, e la valutazione evidenzia una mancanza di sicurezza dell’edificio a causa di evidenti condizioni di pericolo in cui versa l’immobile in questione, si passa ad un secondo livello di verifica in cui si definiscono le lavorazioni da effettuare sulla struttura.

Sembra diventerà obbligatorio con la nuova legge di stabilità nel 2018, dunque non sarà valido nessun contratto di affitto e nessuna compravendita in assenza di questa dichiarazione oltre al fatto che verrà meno l’agibilità dell’edificio. Ad oggi solamente il comune di Milano ha reso obbligatorio questo documento.

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